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Quaderno n.2 di Sociologia del Turismo a cura di Enzo Nocifora
Enzo Nocifora
Il ruolo della comunità locale nei progetti di sviluppo. Il caso dei Picenti
 
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Il rapporto di ricerca che presentiamo in questa sede rappresenta il primo prodotto di un progetto piuttosto ampio, che abbiamo avviato lo scorso anno. Il rapporto con il Sistema Turistico Locale "I picentini" ci ha consentito, infatti, di avviare, con il concorso finanziario della Provincia di Salerno e della CCIAA di Salerno, il primo passo di un'iniziativa che ha una carattere più complesso di quanto non sia immediatamente percepibile e che, in parte, supera i limiti di un rapporto di ricerca come quello che qui presentiamo.
Le suggestioni da cui il progetto prende le mosse hanno a che fare con la constatazione di quanta strada abbia fatto, soprattutto negli ultimi anni, l'estensione della nozione di patrimonio culturale.
Nella fase storica di istituzione del Ministero dei Beni Culturali, ai tempi della famosa Commissione Franceschini, ben oltre un trentennio fa, si discusse a lungo della definizione di bene culturale da assumere come fondamento del nostro ordinamento. Fu in quella sede fortemente presente, ed alla fine vittoriosa, la critica ad una concezione tradizionale che distingueva nettamente fra monumenti, oggetti d'arte, vestigia storiche e i prodotti della vita materiale, degli usi tradizionali, dei beni cosiddetti folclorici. In altri termini la classica distinzione fra cultura alta e cultura bassa, fra arte e folclore, fra storia e cronaca.
Questo tipo di concezione, che aveva un carattere fortemente connotato storicamente, venne duramente contestata da studiosi di grande spessore culturale e politico, per proporre alla fine una definizione forse eccessivamente onnicomprensiva, ma che cerca deliberatamente di annettere "ogni manifestazione di civiltà" al campo specifico dei beni culturali.
Attraverso la definizione che, ormai da un trentennio, fa parte del nostro ordinamento, e che da più parti è stata accusata di essere eccessivamente generalista, dovrebbe essere assodato che monumenti, vestigia storiche, prodotti artistici stanno sullo stesso piano delle tradizioni popolari, dei dialetti, dei beni di uso quotidiano; rappresentano in sostanza una testimonianza concreta della nostra civiltà e come tali sono degni di essere tutelati senza distinzione gerarchica alcuna.
Oggi è ben difficile trovare qualcuno che non sia d'accordo nel considerare la cultura locale di un determinato territorio come una componente essenziale del patrimonio culturale, come tale degna di essere tutelata alla stessa stregua dei monumenti, delle chiese e delle gallerie d'arte. Siamo così tanto d'accordo che da quando lo sviluppo turistico è entrato a far parte integrante dell'agenda politica dei decisori pubblici alla stessa stregua di ogni altro tema generale, la valorizzazione del patrimonio culturale locale è stata assunta come una delle scelte che maggiormente caratterizzano i piani di sviluppo locale in senso innovativo.
Da qui i numerosi progetti e piani di intervento che coniugano la valorizzazione del patrimonio culturale con lo sviluppo turistico e progettano interventi che dovrebbero funzionalizzare la tutela e la conservazione con la valorizzazione turistica, in un continuum di interventi che non richiede quasi argomentazione e giustificazione alcuna.
In una serie di sondaggi su scala locale abbiamo accertato più volte la forte compresenza, su di una determinata area, di interventi convergenti, numerosi e di grande respiro, che non sempre hanno conseguenze territoriali significativamente rilevanti. In alcuni casi addirittura abbiamo potuto registrare costosissimi interventi di cui le forze sociali non si sono neppure accorte, oppure piani e progetti di cui gli stessi attori chiamati ad intervenire non sono in grado di individuare obiettivi e finalità specifiche. La casistica è ricchissima ed i fondi pubblici che, per questa via, vengono sperperati a dimensioni veramente ingenti.
Insomma si spende tanto per la valorizzazione del patrimonio culturale locale con finalità di promozione turistica, ma il patrimonio culturale si va lentamente ed inesorabilmente degradando in un quadro di interventi che produce risultati che sono di gran lunga più modesti di quanto dichiarato e, più o meno esplicitamente perseguito, dagli attori sociali presenti sul territorio. Si spende tanto ma i risultati sono scarsi e, quel che è peggio, effimeri, destinati a durare per la limitata durata dell'intervento stesso.
La domanda che è all'origine del presente progetto è in sostanza legata a questa contraddizione. Tutti siamo d'accordo che è necessario intervenire per la tutela e conservazione della cultura delle comunità locali, in modo da valorizzare le caratteristiche di distintività ed inimitabilità del patrimonio culturale di un determinato territorio, disponiamo delle risorse sia pubbliche che private per finanziare interventi di questo tipo, esiste una ormai solida volontà politica che alimenta le decisioni istituzionali in questo senso, eppure i risultati sono modestissimi quando non del tutto trascurabili.
La banalizzazione ed omologazione della cultura locale fa ogni giorno passi avanti giganteschi ed il patrimonio di identità tradizionale delle culture locali si va gradualmente sbiadendo in un processo generale di banalizzazione che sembra inarrestabile.
Questa è insomma la constatazione di base che sta all'origine del presente progetto: la misurazione del grado di efficacia e di percezione sociale degli interventi di valorizzazione della cultura locale.  Mettere a confronto ciò che è stato fatto con il grado di percezione delle comunità locali per cercare di capire se, come e quanto sia possibile fare per incrementare l'efficacia dei risultati che è possibile raggiungere in contesti di intervento di questo tipo.
Si è deciso di avviare il progetto di ricerca testando gli strumenti identificati nell'area del STL "I Picentini" per la semplice ragione che su questo territorio si è potuta individuare un'adeguata capacità di interlocuzione da parte delle istituzioni locali in modo da testare gli strumenti della ricerca in un contesto favorevole.
Si presentano in questa sede i risultati empirici che è stato possibile raggiungere in una fase della ricerca che ha per noi carattere di testing.
I risultati raggiunti hanno una loro validità per gli attori sociali e politici che sono interessati alla valorizzazione del patrimonio culturale di questo territorio in un'ottica di sviluppo turistico, ma hanno, nel contempo, una valenza metodologica che è per noi di gran lunga maggiormente significativa. Disponiamo, infatti, adesso di un preciso protocollo di ricerca sul campo che può essere applicato in qualunque contesto empirico di indagine e che consente di pervenire a risultati attendibili su scala locale. E' dal mosaico che stiamo costruendo che sarà possibile, mediante numerosi casi empirici di studio, pervenire alla fine della ricerca a risultati generalizzabili su scala nazionale.

 

 

Sommario

Introduzione
Il progetto di ricerca
Indagine territoriale

Analisi del contenuto su dati primari
    Gli obiettivi della ricerca
    Gli intervistati
    Le Tecniche utilizzate
    L'analisi del corpus
    Il corpus aperto: le chiavi
    Analisi delle partizioni del corpus: alcune chiavi per entrare nel testo
    Partizione: Partecipazione al STL
    I significati sulla carta: Uno sguardo d’insieme

Diario della ricerca
Conclusioni
Bibliografia
Appendice

ISBN: 978-88-89543-13-9



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