Conformità, settarismo, fondamentalismo

Maggio 31st, 2008

la conformità è pressochè normale nei gruppi e nei diversi contesti sociali; non è infatti un caso che la norma è un qualsiasi criterio di giudizio adottato in forma maggioritaria dagli individui che costituiscono talii gruppi e comunità. ma la conformità, che pure ha uno straordinario valore adattativo nasconde molte insidie. ne sono un particolare esempio le sette.
rimandando alle monografie on line ed ai supporti multimediali per quanto attiene al tema della conformità (si vedano in particolare: condivisione, acquiescenza. obbedienza), richiamiamo qui i temi del pensiero di gruppo ed i programmi di riforma del pensiero.
alle organizzazioni di culto ed alle sette sono dedicate numerose pagine di documentazione sul web.
ne segnalo alcune pubblicate dalle stesse organizzazioni settarie e da quelle che le osteggiano.
segnalo anche alcuni siti in cui sul piano più ampio ed articolato del fondamentalismo ideologico e religioso si possono cogliere molte delle disastrose conseguenze derivanti dalla diffusione dei memi dell’Assoluto (Vero, Giusto, Bello, ecc.)

scientology: filmati di propaganda dell’organizzazione e sito di contrasto del movimento
in particolare, molti altri link e documenti, testi on line e quanto altro sono reperibili qui
con riferimento al fondamentalismo ecco un esempio delle tecniche suggestive e di colonizzazione dei cervelli (qui dei bambini!):

e sull’altra sponda… seppur cambia l’apparenza (!) vi sembra che l’apparenza non dica abbastanza sull’invarianza memetica?

….come già avveniva per altri idoli nella più lontana notte dei tempi e più “modernamente” avviene (da qualche migliaio di anni, briciole di tempo) la scena è animata da tanti bambini che esprimono la loro vera personalità e tanti uomini attuali e futuri che pensano e penseranno con la loro testa. o no?

La comunicazione di consumo

Maggio 26th, 2008

La comunicazione pubblicitaria è parte di una dinamica delle relazioni e comunicazioni di acquisto e consumo ben più articolata e complessa. gli individui sono parte integrante di un circuito globale che li vede protagonisti attivi come “pubblicitari”, “rappresentanti”, “acquirenti” e “consumatori”.
i consumatori sono testimonials che pagano per il prodotto che acquistano e che non guadagnano per il prodotto che reclamizzano.

Le armi della propaganda

Maggio 23rd, 2008

Una sintetica irruzione nel territorio della propaganda. l’invito è quello di raccordare con i vostri commenti questo ambito applicativo delle comunicazioni di massa con i costrutti e le argomentazioni sin qui proposte. mi attendo qualità…grazie.

Test di autovalutazione

Maggio 20th, 2008

Qui di seguito sono inserite 17 domande (il 17 porta male o bene?) simili per impostazione a quelle della verifica finale. ve le propongo affinché possiate autonomamente valutare il vostro grado di preparazione attuale e, se essa risulterà scadente, motivarvi a darvi una mossa.
il test finale si baserà su 60 domande che, come potete vedere, sono del tipo vero-falso. le riposte esatte vi attribuiscono un punto, quelle sbagliate ve ne fanno perdere 1/2. le domande possono scaturire dalle monografie - prevalentemente - ma anche dai vostri stessi commenti e da argomenti particolarmente sviluppati a lezione. le domande derivanti da commenti e lezioni non saranno mai di tipo nozionistico ma di tipo “concettuale” e “logico”. quelle derivanti dalle monografie potranno essere anche strettamente nozionistiche.
non mi chiedete esattamente quante risposte dovete dare per superarlo…ma…per intenderci - in termini previsionali - se su 17 ne mancate 6-7 ed oltre, vuol dire che avrete - se non la certezza - buonissime probabilità di soccombere alla “selezione naturale” del test finale!
tranne mettersi veramente sotto a studiare.
potete inserire liberamente commenti a questo articolo con le risposte, dubbi ed eventuali ragionamenti…. io e daria non interverremo perchè siamo convinti che dobbiate essere voi ad aiutarvi reciprocamente nello stanare eventuali errori nelle risposte. l’apprendimento è un processo sociale prima che individuale.

1. La prospettiva memetica di R. Dawkins ci rivela che non possiamo essere liberi.
2. La società è un insieme di memi.
3. Attraverso la teoria della dissonanza cognitiva Festinger spiega la situazione in cui un individuo è messo a confronto con una seconda persona e con un oggetto di giudizio.
4. Nella nozione di schema le esperienze precedenti non hanno alcun valore.
5. I biases sono errori sistematici di attribuzione.
6. Le conseguenze del categorizzare sono l’assimilazione inter-categoriale e la differenziazione intra-categoriale.
7. Le euristiche non sono dei ragionamenti sistematici.
8. Nel contesto della comunicazione persuasiva, l’analisi degli effetti primacy-recency dimostra che le argomentazioni intermedie sono quelle meglio ricordate.
9. Il concetto di truismo di McGuire indica credenze e giudizi associati a sistemi di valore che ci sembrano indubitabili ed inattaccabili.
10. L’esperimento Eichmann (1974) di Milgram analizza l’autonomia di giudizio che le persone possono conservare se messe di fronte ad una pluralità di individui che esprimono concordi valutazioni diverse.
11. Latane & Darley (1968) con l’espressione Bystander Effect hanno definito la maggior propensione delle persone ad intervenire nelle situazioni di emergenza prestando la propria opera o la propria testimonianza se vi sono delle altre persone presenti.
12. Un ruolo fondamentale nella teoria dei due stadi è svolto dagli opinion leaders.
13. La teoria del modellamento o apprendimento vicario di Bandura limita il ruolo dell’imitazione, de-responsabilizzando la televisione rispetto alle condotte devianti dei giovani.
14. Per pool genico si intende l’insieme di tutti gli alleli di tutti i geni di tutti gli individui di una popolazione.
15. Per quanto riguarda la replicazione genetica gli errori di copia impediscono il realizzarsi di un successo evolutivo.
16. Gli scripts sono sequenze appropriate di eventi in contesti particolari.
17. Il paradigma della persuasione precede “storicamente” il paradigma della suggestione.

Tradizione

Maggio 20th, 2008

Julius Schnoor von Carolsfeld (1794, 1872) - Dio

L’influenza della tradizione si manifesta in tutte le culture, nei diversi tempi storici e nei diversi spazi geografici. La tradizione è l’alveo dell’evoluzione memica. Alla base della tradizione possiamo riconoscere i memi più antichi che sono sopravvissuti alla selezione cumulativa naturale e culturale. Due aspetti cruciali vanno al riguardo evidenziati: il primo è che la tradizione deve la sua fortuna al semplice fatto che i memi coadattati che ne assicurano la consistenza sono fattualmente sopravvissuti e non ai suoi presupposti di verità; il secondo punto è che il gruppo sociale portatore di una qualsiasi credenza di tipo tradizionale è portato dai suoi stessi memi a confidare nella sua fondatezza per la semplice ragione che il gruppo è sopravvissuto alle inevitabili crisi filogenetiche. Ovvero: la sopravvivenza dei memi che costituiscono la tradizione implica di per sé una “indimostrata conferma” del fatto che i memi abbiano un fondamento di verità.
dal punto di vista memetico la forza di una credenza non sta nella verità ma nella sopravvivenza dei memi che la sorreggono (memi egoisti).
il cuore di ogni tradizione sta nella fede religiosa (basata sull’indimostrabilità) e sulla potenza di un qualsiasi dio atto a rappresentarne il meme fondamentale (vedi anche fondamentalismo).
a ciò si aggiunga che dio è il più potente dei memi per la semplice ragione che dio è il meme dell’onnipotenza. un punto cruciale dell’evoluzione delle fedi è che le diverse fedi attribuiscono a dio diverse apparenze: anche dio appare e la sua riconoscibilità (venerabilità/influenza) dipende proprio dalla sua specifica apparenza.
questi aspetti sono di grande importanza se guardiamo alle comunicazioni globali come l’ambiente ideale per lo scontro titanico tra “apparenze diverse” di un’unico dio (coincidente con la “vera realtà”).
il tema è dunque cruciale perchè rivela l’immenso pericolo derivante da questi memi egoisti in conflitto, un conflitto globale nell’ambiente della comunicazione globale per colonizzare i cervelli dei veicoli umani.
poco importa che le stesse leggi di dio vengono ineluttabilmente (memeticamente) cambiate dagli uomini (in nome di dio?) come ben evidenzia la storia dei 10 comandamenti. una straordinaria storia di memi coadattati.
ovviamente, concetti quali identità sociale, categorie, differenziazione categoriale, schemi, influenza, persuasione e suggestione sono le chiavi psicosociali che spiegano localmente questi processi globali.

A spasso con i memi

Maggio 19th, 2008

Ecco una breve carrellata di memi ampiamente presenti sul web. si tratta di pochi, semplici esempi tuttavia utili a dare l’idea della loro concretezza e dell’invadenza dei segni, comportamenti, idee, slogan, ecc, veicolati.
Se associati tra di loro, i memi producono talvolta effetti “innovativi” laddove ogni variante rinforza comunque il valore del meme prototipico.

Pubblico-privato, implicito-esplicito, quale apparenza?

Maggio 15th, 2008

Questo è un articolo atipico, senza slide e cose simili.
semplicemente riporto integralmente una conversazione privata tra me e uno di voi, augurandomi che se ne colga la significazione, al fine di aiutare tutti a districarsi meglio in questo nuovo ambiente adattativo che impegna i vostri schemi e cognizioni (è questo uno degli obiettivi del corso). ma siamo sicuri che questo nuovo ambiente ponga problemi diversi da quelli del vecchio ambiente?

ricevo via mail da XXXXX:

Professore ha perfettamente ragione;il punto è che ho paura di non essere abbastanza chiara, di riuscire ad esprimere correttamente quello che penso soprattutto cercando di rientrare negli schemi di comportamento che ci ha suggerito…la mia impulsività fa il resto.
Da oggi sarò più dispciplinata.Grazie mille, e buona giornata.

risposta di stani:
1 - se non firmi io non posso necessariamente sapere o ricordare chi sei (identità personale) XXXXXX è un nick, ovvero una maschera identitaria….(un’identità che ci nasconde)
2 - la tua mail dimostra che tu sai delle cose di me e di te e dai “per scontato” che io sappia le stesse cose (io e te - invece - siamo due mondi diversi: abbiamo diverse memorie, diverse opinioni, diverse convinzioni, replichiamo memi che non sono necessariamente gli stessi, anche se condividiamo senza alcun dubbio molte cose, ci mancherebbe..)… in ogni caso tu mi comunichi un messaggio che esprime una tua esigenza di comunicare…ma tutto ciò non può prescindere da ciò che appare e da ciò che è (in questo senso, ciò che appare è ciò che è…)
3 - sono contento che tu mi dia ragione (”sento” che non è solo apparenza…ma ovviamente è anche apparenza perchè - essendo individui sociali - comunque viviamo nell’apparenza (altrimenti scompariamo: siamo morti), tu avverti realmente l’esigenza di migliorare la tua apparenza!
4 - ma anche in questo caso io non so perchè mi dai ragione (manca il link a quello che presumo sia il commento sul blog)… eppure da qualche parte sul blog .. ho chiarito che non leggo nel pensiero e che dovete essere accurati nei riferimenti…
5 - sicchè invito te e tutti, quando mi scrivete via mail, a firmarvi e, se la questione riguarda un post, ad inserire il link al post cui vi riferite e comunque, PER OGNI EVENTUALE ULTERIORE COMUNICAZIONE TRA NOI SEGUI QUESTA REGOLA:
quando mi scrivi devi SEMPRE lasciare in vita le mail precedenti (come sto facendo io).
non posso ogni volta andare a recuperare le comunicazioni precedenti per ricostruire quanto detto ad ogni studente che mi scrive (rispondo tra blog e mail - tra napoli e cassino - a un centinaio di domande e questioni al giorno…
6 - mi prendo un privilegio che è quello di pubblicare sul blog questa nostra conversazione affinchè sia di aiuto a tutti per migliorare la qualità del dialogo GLOBALE e per rinforzare le radici delle conoscenze che voglio trasmettervi (i miei memi) relative al significato della comunicazione, alle sue regole implicite-esplicite, al ruolo essenziale delle apparenze, delle intenzioni e dei pensieri che si esprimono-non si esprimono nei comportamenti, agli effetti sociali dei nostri sistemi di pensiero, delle categorie, degli schemi e di tutto ciò che li caratterizza…
7 - esplicito una cosa che potrebbe non “apparire”: non sono arrabbiato con te.. ma ringrazio te e tutti voi per i vostri “errori” che mi consentono di dare concretezza alle teorie che vi propongo..mi auguro e vi auguro soltanto che il vostro cervello sappia che farsene…
serenamente
s.
(non firmo per esteso perchè il mio nick è il mio stesso nome)

Le funzioni schematiche

Maggio 13th, 2008

Ci stiamo muovendo all’interno della prospettiva cognitivista ma non deve sfuggire la complementarietà di questa visione della mente umana con la prospettiva memetica.
i processi schematici sono ampiamente adottati ed imitati dalle persone e possono essere intesi come quella particolare classe di eventi memetici che in particolare susan blackmore definisce “copia le istruzioni” (confronta con “copia il prodotto”).
http://www.susanblackmore.co.uk/Translations/KOS03.htm

Categorizzare

Maggio 10th, 2008

Siamo passati alla prospettiva cognitivista che ben si salda con quella evoluzionista e memetica. il cognitivismo si richiama alle costanti processuali che generano l’apparenza della realtà e che “costruiscono” il mondo in cui noi viviamo.
per sperimentare le relazioni tra “oggetto del pensiero” e categorie:
http://y.20q.net/anon?N0xhZK-z263Uxh…S1Jt3y_SsdHqCC

il dio-protesi

Maggio 5th, 2008

Questa rappresentazione del comportamento sociale umano può essere direttamente ricondotta all’idea di fenotipo esteso precedentemente introdotta. tecnologia, cultura, scienza, tecnica, arte: attraverso queste attività noi potenziamo la nostra armatura di specie: siamo “creatori” di protesi del corpo e della mente.